Benvenuti.
Ti è mai capitato di sentire il bisogno di connetterti con il mondo, o con le persone intorno a te, a un livello più profondo, senza però sapere bene come fare?
Ecco, questo blog nasce proprio dalla ricerca di una risposta a quella domanda.
Perché 30-60-90? L’anno scorso ho compiuto 30 anni. L’anno prossimo la mia Mamma ne compirà 60 e la mia Nonna 90. L’idea di riflettere tutte sullo stesso tema e mettere a confronto le nostre prospettive mi è sembrata particolarmente interessante, dato che ci troviamo in momenti della vita così diversi.
L’idea era chiara, ma restava da capire come darle forma. La Mamma vive a 4000 miglia di distanza e la Nonna a “sole” 1000: inutile dire che un caffè settimanale insieme non era realistico. E anche senza considerare la distanza, non era comunque semplice: trovare la costanza per una videochiamata regolare non è facile quando siamo tutte immerse in vite piene, con ritmi e impegni che raramente coincidono.
Ci serviva qualcosa di profondo e stratificato, ma anche leggero: un libro da poter aprire e chiudere liberamente, senza obblighi rigidi.
Ed è qui che entra in gioco lo splendido Consolations di David Whyte. Poetico, stimolante, sorprendente: riesce sempre ad accendere l’immaginazione e a invitare all’introspezione. Mi sono resa conto subito della bellezza di ciò che stavo leggendo e ho comprato la versione italiana per la Nonna. Da lì abbiamo iniziato ad alternarci nella scelta di un capitolo e poi a condividere i nostri pensieri. Appena la Mamma ha scoperto cosa stavamo facendo, ha chiesto di unirsi al “club” e ovviamente l’abbiamo accolta a braccia aperte.
Qui trovi il link al libro: https://davidwhyte.com/store/book/consolations/ , se vuoi avere più contesto rispetto alle nostre riflessioni o seguirci in questo percorso. Non posso che consigliarlo con tutto il cuore.
Finora è stato un viaggio di rara profondità. Il legame che è emerso ci ha sorprese tutte, aprendo spazio a domande autentiche, riflessioni intime e alla scoperta di parti inattese l’una dell’altra. Ci ha ricordato con forza quanto sia importante non dare mai per scontate le persone che amiamo, né illuderci di conoscerle fino in fondo: se sappiamo creare le condizioni giuste, c’è sempre qualcosa di nuovo che può rivelarsi.
Infine, desidero riconoscere quanto io sia fortunata ad avere accanto donne davvero straordinarie. . Il legame con la madre è forse uno dei più incisivi della nostra esistenza: ci attraversa, ci modella, qualunque forma assuma. Non a tutti è dato vivere un rapporto sano e colmo d’amore. A chi non l’ha mai conosciuto, e a chi l’ha conosciuto e oggi lo sente mancare, desidero offrire e condividere l’amore e la saggezza della mia incredibile Mamma e della mia Nonna — insieme a qualche riflessione anche mia.
Layla <3

LAYLA:
Mi sono sempre sentita un po’ fuori posto in una cultura che celebra così ossessivamente la giovinezza. Già da bambina cercavo la compagnia di persone più grandi di me e facevo fatica a stringere amicizie con i miei coetanei. Dall’adolescenza fino alla metà dei vent’anni sono stati anni piuttosto infelici. Gli adulti dicevano spesso: “Goditeli, sono gli anni più belli della tua vita!” — parole che affondavano quando tutto intorno a me sembrava così difficile.
Quella che era iniziata come inquietudine adolescenziale sembrava intensificarsi anno dopo anno: si è fatta strada una profonda irrequietezza, accompagnata da ansie, insicurezze, complessi e da una sensazione diffusa di scoraggiamento. A un certo punto ho capito che qualcosa doveva cambiare: non potevo continuare a vivere così per il resto della mia vita.
Poco alla volta, con passo sicuro, ho iniziato un nuovo cammino, un viaggio di scoperta: non solo dentro di me, ma anche nel mondo e nell’umanità tutta. Ho incontrato anime capaci di ristoro, dialogato con filosofi del nostro tempo (un pensiero speciale a Holiday Phillips, il suo lavoro è pura ispirazione) e accolto esperienze che hanno lasciato un segno profondo, cambiandomi la vita.
Dentro di me ha cominciato a farsi sentire un’energia di guarigione — un’energia che col tempo ho imparato a riconoscere, ad accogliere e persino a condividere con gli altri. Le relazioni si sono fatte più intense, la mia consapevolezza è cresciuta e, finalmente, ho iniziato a sentire quella gratitudine profonda che avevo cercato così a lungo. Questo non significa che i giorni bui siano scomparsi, ma per fortuna il loro peso si è ridimensionato: oggi occupano uno spazio molto più piccolo nella mia vita.
La lezione più grande — e anche la più difficile è stata capire che— nessuno verrà a salvarci. Non è una verità facile da accettare, ma credo sia necessaria per diventare davvero adulti. Significa lasciar andare la fantasia che qualcuno arriverà a colmare magicamente ogni nostro bisogno irrisolto, senza che noi dobbiamo nemmeno nominarlo. Dobbiamo diventare i nostri stessi salvatori. Solo così possiamo entrare in una relazione — di qualunque tipo — in modo sano ed equilibrato.
A volte le idee più rivoluzionarie sono anche le più semplici. Ce n’è una, in particolare, che ha trasformato il mio modo di pensare durante i miei vent’anni: due cose possono essere vere allo stesso tempo. Verità in apparente contraddizione spesso convivono nello stesso spazio, e gli esseri umani sono, per natura, contraddittori. Gran parte della vita si svolge nelle sfumature di grigio. Non dobbiamo sempre scegliere una posizione, e anche quando lo facciamo, non siamo definiti da essa. Concederci la libertà di cambiare idea è crescita, non debolezza.
Questo nuovo decennio è iniziato con una bella energia. Non vedo l’ora di sentirmi sempre più a mio agio nella mia pelle e di tracciare confini più chiari. Fino a poco tempo fa facevo finta di non dare peso alle pressioni sociali, ma ora sto davvero smettendo di farci caso…ed è una sensazione liberatoria.
PATRIZIA:
“Mamma, riesci a riassumere la tua esperienza di vita dai trent’anni ai sessanta?” mi ha chiesto mia figlia.
Beh, 30 anni di vita insegnano tanto e non è immediato per me elencare le lezioni apprese. Il compito che Layla mi ha assegnato è comunque
interessante, ed essendomi imposta di eseguirlo per lei e per me stessa, ho deciso di suddividere questo arco temporale in base alle priorità che affrontavo quotidianamente. Così facendo mi sono accorta
non solo che il compito risultava più facile, ma anche che il mio tempo si separava quasi naturalmente in decadi.
Tra i 30 e i 40 anni, la mia vita quotidiana era dedicata quasi interamente alle necessità delle mie figlie. Ho sempre equiparato il mio diventare madre a una rivoluzione copernicana. Non più io al centro del mio universo, ma loro, due creature che mi hanno insegnato
ad amare senza se e senza ma, e che hanno fatto emergere in me la pazienza, dote per natura sconosciuta.
Tra i 40 e i 50 ho sperimentato il consolidamento della sicurezza in
me stessa e un forte senso di stabilità, per poi perderli all’improvviso. È da qui che ho imparato a non dare nulla, ma proprio nulla, per scontato. In quel decennio ho perso tante certezze, alcune delle quali non ho mai più ritrovato, e ho scoperto che si vive bene malgrado questo, anzi forse proprio in virtù di questo.
Tra i 50 e i 60 ho riscoperto la forza e l’entusiasmo dei miei vent’anni e ho avuto il coraggio di ripartire e ricostruire. Ho compreso la saggezza di chi dice: “non è mai troppo tardi”.
Nel riflettere, ora, giungo alla naturale conclusione che l’amore e il coraggio hanno segnato il percorso che ho compiuto fin qui. Amore per la mia famiglia d’origine, amore per i compagni della mia vita, amore per me stessa e, last but not least, amore per le mie figlie. Il coraggio l’ho dimostrato nei tanti salti nel buio che ho fatto, fidandomi della mia capacità di imparare a volare e a cadere.
BRUNELLA:
Sono stata baciata dalla fortuna fin dalla nascita:
nata asfittica e, a novant’anni, ancora in buona salute fisica e mentale.
Guida preziosa e insostituibile, non solo nell’infanzia, nell’adolescenza e nella giovinezza, ma anche nella maturità, è stata la mia mamma: unica, eccezionale, incredibilmente MAMMA- a lei debbo la parte migliore di me.
Quante intense emozioni rivivo nel ripercorrere il mio lungo cammino!
Mi soffermerò sugli anni più importanti, quelli che mi hanno indotto ad affrontare un cambiamento totale e mi hanno fatto crescere in fretta.
A 27 anni mi sono sposata.
A 30 è nata la mia prima creatura e, nel giro di pochi anni, ero mamma di quattro pargoli: tre femmine e un maschio. Sono stati loro a dare un senso alla mia vita, e a loro mi sono dedicata completamente.
A 58 anni sono diventata nonna, e non ci sono parole per descrivere la bellezza di questa esperienza.
Nel giro di pochi anni sono diventata nonna di tre magnifiche bimbe che mi hanno regalato una seconda giovinezza. Oggi sono donne stupende: (“belle de faccia e belle de core”).
A 87 anni sono diventata di nuovo nonna: una bimbetta e un bimbo che ancora oggi mi fanno sentire utile.
Oggi vivo con gioia e gratitudine infinita.
Sto invecchiando accanto all’uomo che ho amato e amo — anche se il nostro cammino non è sempre stato semplice.
Sono amata da quattro figli e cinque nipoti. Se sono stata una buona mamma, una buona nonna, una brava moglie e se i miei errori sono perdonabili, loro sapranno dirlo.
Gli anni, ovviamente, mi hanno cambiata.
Ho conosciuto dolori profondi: la nascita-morte della mia prima creatura (strozzata dal cordone ombelicale), la perdita di un fratello giovanissimo, la morte di mia madre e di una sorella — entrambe così presenti nella mia vita. E tante, tantissime altre persone amate che ho dovuto lasciare andare…
Sono state esperienze che mi hanno cambiata, o forse mi hanno semplicemente resa più coraggiosa.
A 90, io, che non ho mai avuto certezze, solo dubbi,
ho ancora voglia di imparare,
curiosità da soddisfare,
interesse per l’ignoto
e un forte bisogno di contatto umano.
Eppure, paradossalmente, mi ritrovo a rintanarmi, a fare silenzio, a essere più riservata.
Voglio ancora un futuro?
Sì — ma solo finché sarò autonoma e utile.
Quale immagine potrebbe rappresentare la mia vita?
Una notte piena di stelle, il chiarore di un’incantevole luna, l’allegro scintillio dei fuochi d’artificio.
Sì, la vita è bella.
E va vissuta senza sprecare nemmeno un momento.