Settimana 5: RIMPIANTI

By 30-60-90

LAYLA:
Ho trovato questo capitolo breve, semplice e bellissimo. Mi ha colpita il modo in cui Whyte collega l’età al nostro modo di vivere il rimpianto: è un’idea che non avevo mai incontrato prima, eppure ha molto senso. I rimpianti della giovinezza non sono sempre utili, a meno che non ci spingano a cambiare il modo in cui ci comportiamo con gli altri. Forse perché, da giovani, i rimpianti tendono a essere vuoti e improduttivi: si aggiungono solo al mucchio di bastoni con cui amiamo autoflagellarci. Ci colpevolizziamo, ci fissiamo su ciò che avrebbe dovuto essere, invece di usare il rimpianto come una lezione.
È per questo che il rimpianto maturo mi sembra più interessante, più praticabile. Si può sbagliare senza massacrarsi, e questo, a sua volta, permette di prendersi più rischi. Credo di iniziarne a sentire i primi segnali, e la vita mi sembra più leggera — forse sto persino evitando di perdere certe occasioni. Per la maggior parte delle persone, la frase di Mark Twain è vera: “Ci pentiamo più delle cose che non abbiamo fatto che di quelle che abbiamo fatto.”
Mi piace che Whyte dia al rimpianto una valenza positiva. Così spesso ci viene detto che è qualcosa da reprimere o da evitare. Ma se invece fosse una porta verso la riflessione? Può aiutarci a crescere e a fare scelte migliori in futuro — purché non ci restiamo intrappolati troppo a lungo.
Sono particolarmente curiosa di sentire il punto di vista di Patrizia e Brunella su questo contrasto tra il rimpianto giovanile e quello maturo, perché immagino che li abbiano conosciuti entrambi…

PATRIZIA:
Definirei il rimpianto come un sentimento di nostalgica tristezza evocato da eventi passati che sottende spesso una domanda: che cosa sarebbe cambiato se…?
Allora il rimpianto può avere senso se strumentale a una qualche forma di apprendimento volto all’evitamento di comportamenti che, con il senno del poi, abbiamo giudicato non ideali.
Il rimpianto non ha per me altra utilità. Una volta individuata la lezione da apprendere, la mente dovrebbe tornare a concentrarsi sul presente, correggere la rotta e immaginare un nuovo futuro.
Perché sedersi nel rimpianto è un vano esercizio di autoflagellazione capace di offuscare il bello del presente.
Le persone che praticano la gratitudine e coltivano la gioia nel quotidiano non vivono di rimpianti. Accettano il fatto che siamo tutti attori obbligati a improvvisare la nostra vita scena dopo scena, senza copioni. Ogni situazione è un “Ciak, si gira e buona la prima”. Sanno, quelle persone, che se avessero potuto ripetere la stessa scena l’avrebbero girata meglio, ma che indietro non si torna. Parole e azioni sono solidificate nel momento e consegnate al passato. Resta il presente.
Ma so che per me è facile discettare: non esistono episodi che hanno completamente deragliato la mia vita. In più, la scarsa memoria, e conseguente fievole propensione per la nostalgia, unita alla mia felicità nel presente e gratitudine per ciò che ho e ho avuto, contribuiscono a proteggermi dai rimpianti.
Lo ritengo un privilegio del quale ho la fortuna di godere.

BRUNELLA:
Molto bello il capitolo e la definizione di “rimpianto”: una parola breve, evocativa e di una bellezza struggente, un’elegia alle possibilità perdute.
E chi non ha rimpianti?
Ci vuole la maturità per rimpiangere e, se il tempo è dalla tua parte, puoi sempre recuperare. Con la vecchiaia tutto cambia: tanti rimpianti ma mancano altre possibilità.
Mia dolce e bella Layla, la tua nonna novantenne si consola ricordando a se stessa che l’età altro non è che una condizione mentale. Se restringe il mio campo di interessi e attività, non mi toglie tutte possibilità. Silvia mi ha regalato il libro “L’età sperimentale”,un incitamento a vedere la vecchiaia non come un declino ma come una nuova possibilità, un cammino in salita e non in discesa. Vivere da vecchi giovani.

"L'uomo diventa vecchio quando i rimpianti prendono il posto dei sogni." -- John Barrymore

La tua nonna di errori ne ha commessi tanti, ma si dice che un esperto è qualcuno che ha fatto tutti gli errori

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