Settimana 7: DESIDERIO

By 30-60-90

LAYLA:
Whyte vede il desiderio come il primo passo per comprendere ciò che vogliamo davvero: quando iniziamo a bramare qualcosa, può rivelare ciò che manca nella nostra vita.
Spesso desideriamo ciò che non possediamo. Ma il vero problema nasce quando fantasia e immaginazione prendono il sopravvento: ci perdiamo nelle nostre proiezioni, senza riuscire a vedere davvero la persona o la cosa davanti a noi.
Il desiderio è un curioso paradosso: acuisce la percezione della distanza dall’oggetto del nostro affetto pur offrendo, allo stesso tempo, l’illusione di vicinanza.
È in quella tensione — tra ciò che manca e ciò che immaginiamo — che la fantasia può radicarsi silenziosamente.
Forse il desiderio è un istinto antico, un’eco di vite passate o un sussurro delle versioni di noi che devono ancora essere. È quasi come se una parte di noi avesse già provato questo amore (o questo struggimento) in un altro corpo, in un altro tempo, in un altro sé. È strano, eppure profondamente familiare.
In tutta sincerità, passo buona parte del mio tempo in questo stato di desiderio — desidero collaborare, desidero il riconoscimento di chi ammiro, desidero connessione. Voglio essere davvero vista,accettata nelle mie ombre e nella mia luce. Nei momenti più bui, il desiderio può ribollire fino a diventare quasi insopportabile, e gli unici strumenti che ho trovato che funzionano sono la gratitudine e il restare presenti.
Eppure, come per la maggior parte delle cose nella vita, la chiave sembra essere l’equilibrio. Quando è in equilibrio, il desiderio è quella forza gentile che ci mantiene in movimento — che ci spinge a tendere, a sperare, a sentire.

PATRIZIA:
Desiderio di raggiungere qualcosa, di ottenere o riottenere qualcosa o qualcuno: penso che questo esprima appieno ciò che intendiamo con il termine..
Da persona fortemente legata al presente, grata per tutto ciò di cui posso godere ogni giorno, dando nulla per scontato, e non dotata di grande memoria, non tendo a vivere spesso questo sentimento.
Dalla mia ricerca interiore, stimolata dalla lettura di queste pagine, mi accorgo che da bambina il mio desiderio era legato al cielo di notte. Quante volte ho desiderato di potere viaggiare tra le stelle, esplorare senza vincoli quell’universo di luce e buio.
Oggi, il mio desiderio è legato alla mancanza fisica delle persone che amo e, in alcuni momenti, è talmente forte da farmi desiderare fino alle lacrime un loro abbraccio, la loro presenza nella stanza.

BRUNELLA:
Per White, il desiderio è trasfigurazione della solitudine- divino scontento che ci rende anime raminghe, un seme carico di mistero che cresce nel nostro corpo.
Ricerca, attesa, dolore, appagamento, attrazione, rischio… sono tante le parole che si possono affiancare al desiderio che, se diventa smania e ossessione, può generare aggressività. Per un desiderio si può essere disposti a rischiare tutto, ma si può anche sacrificare il proprio desiderio a favore altrui.
L’importanza primaria di questo sentimento nella formazione della persona e nella ricerca del senso della vita fu colta già da Aristotele, che gli attribuì un valore etico. Fu lui a dire che senza desiderio non esiste ricerca, e senza ricerca non esiste crescita personale e sociale.
Layla e Patrizia mia, i desideri sono parte del nostro modo di essere: non bisogna inibirli, ma forse “educarli” attraverso il dialogo e il confronto. Layla, nella tua ricchezza interiore riesci a definire il desiderio come un istinto antico, eco di un’altra vita, energia legata a un passato non del tutto dimenticato...
Cresciuta nel dopoguerra, ho avuto pochissimi desideri, compensati da tantissimi sogni. L’arte del sapersi accontentare era una regola. Oggi, in un mondo troppo pieno e anche troppo vuoto, i giovani non so quanti e quali desideri possono avere.
I miei, adesso, sono tantissimi e tutti rivolti alla mia magnifica cucciolata, che mi fa sentire viva.

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