Settimana 11: BELLEZZA

By 30-60-90

LAYLA:
Ho trovato questo capitolo un po’ più difficile da afferrare completamente, forse perché la Bellezza è probabilmente la parola più astratta che abbiamo incontrato finora.
La Bellezza è soggettiva, persino nella sua definizione più profonda.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Whyte la descrive: “la bellezza è la messe della presenza”.
È vero: quando vediamo la bellezza, o la viviamo in qualsiasi forma, siamo completamente nel momento presente. Perché non c’è posto dove vorremmo essere di più. Anche quando dura poco, ci cattura del tutto.
Il modo in cui si manifesta e l’effetto che ha su di noi possono essere molto diversi. A volte è delicata: un barlume di calore da qualcuno che amiamo. Altre volte è intensa: qualcosa (o qualcuno) ci sorprende e ci lascia senza fiato.
Personalmente, la mia manifestazione preferita della Bellezza la trovo in natura; in quei momenti che lasciano senza parole, quando il miracolo stesso della vita può commuoverti fino alle lacrime.
La parte più intrigante del capitolo è quando Whyte dice che la Bellezza ci porta “sull’orlo di ciò che pensiamo ci definisca e di ciò che pensiamo definisca il mondo”. È facile dimenticare che sono la stessa cosa: che facciamo parte del tessuto dell’universo, fatti della stessa sostanza delle stelle.
Eppure, mentre riconosciamo la bellezza intorno a noi con facilità, siamo molto meno inclini a vederla e apprezzarla dentro di noi- ma se esiste all’esterno, dev’esserci anche dentro.

PATRIZIA:
Al momento, la Bellezza che contemplo giornalmente è quella di mia madre.
Mamma Brunella si alza ogni mattina con la voglia di rendersi utile: al marito, ai figli, ai nipoti e a chiunque attorno a lei ne abbia bisogno perché non sembra stancarsi mai di dare. Ne ha fatto la sua ragione di vita.
Insegnante per anni, parlava degli alunni come parte della sua famiglia, li conosceva tutti per nome, credeva nelle loro capacità e si dedicava a loro per stimolare il pensiero critico. L’ho sempre ritenuta una donna “avanti”, che ci ha insegnato rispetto, buona educazione e senso del giusto. Per descriverla sono costretta a usare frasi cliché: “faro”, “pilastro”, “unica, speciale e insostituibile”, ma tant’è. La mia mamma è questo e molto, molto di più. È amore allo stato puro che continua a dare generosamente nonostante I suoi 90 anni, che festeggeremo alla grande oggi.
Siamo diverse io e lei, ma ha sempre saputo trovare il modo di comunicare con me per migliorarmi. Non le devo solo la vita, ma la parte migliore di me.

BRUNELLA:
Mirabilmente, Whyte riesce a dire tutto sulla bellezza in un breve, serrato e poetico discorso.
Per Whyte, la bellezza è la messe della presenza, quindi (se ho bene interpretato) manifestazione, rivelazione dell’essere, ma anche risultato, premio, frutto di una intensa operosità. Un ponte tra ciò che è dentro e fuori di noi, costruito dagli occhi e dalle orecchie o dall’immaginazione: un aspetto interiore ed esteriore che vive in un viso. Essa si trova nelle simmetrie e nelle asimmetrie; soggettiva e oggettiva, sensibile e intelligibile, e può trascendere il sensibile fino ad elevarci spiritualmente (connubio bellezza–estasi).
La bellezza è fugace e, a mio parere, la sua evanescenza la rende ancora più bella.
Ma quale è la mia idea di bellezza? Per me è una ricerca conscia ed inconscia, la percezione di una cosa che procura piacere, la percezione di un’armonia ed è fortemente emotiva. Legata alle esperienze della vita, assume differenti valori e segue i cambiamenti della società.
La nostra società, basata sull’immagine, valorizza la bellezza fisica e ne fa un fenomeno di moda e di consumo.
In gioventù, ti guardi spesso allo specchio e ti prendi cura del tuo corpo con il desiderio soprattutto di piacere agli altri, di essere attraente. Con la maturità, le prime rughe e i primi capelli bianchi, capisci che la bellezza non è solo un valore estetico, ma un insieme di qualità.
Io, che non mi sono mai sentita bella fisicamente, ho cercato la bellezza in altri aspetti: arte, musica, cultura, amore per gli altri, per gli animali, per la natura. Ho costruito dentro di me dei valori e sono diventata quella che sono: una novantenne che, con la sua unicità e irripetibilità, ha una bellezza senza età.

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